Su una flotta aziendale la revisione è la scadenza che salta più facilmente, per un motivo strutturale: non arriva nessun avviso. Il bollo lo ricorda il commercialista, l’assicurazione la ricorda l’agenzia perché ci guadagna, la revisione non la ricorda nessuno. Il tagliando lo segnala l’officina quando ci vai — ma se non ci vai, non lo segnala.
La risposta corta, prima di quella lunga: circolare con la revisione scaduta costa da 173 a 694 euro, il veicolo viene sospeso dalla circolazione fino a revisione eseguita, e la patente del conducente non perde punti. Sotto ci sono i dettagli che cambiano il conto.
Quanto si paga
Circolare con la revisione scaduta è sanzionato dall’articolo 80, comma 14 del Codice della Strada con una somma da 173 a 694 euro.
Due precisazioni che cambiano il conto:
- Pagando entro cinque giorni si applica la riduzione del 30% prevista per le sanzioni amministrative, che porta il minimo attorno ai 121 euro.
- Se la revisione è stata omessa più di una volta rispetto alle cadenze prescritte, l’importo raddoppia: da 346 a 1.388 euro.
Un caso a parte, molto più pesante: presentare una certificazione di revisione falsa è punito dal comma 17 con una somma da 430 a 1.731 euro e con il ritiro della carta di circolazione — che nel caso ordinario, come si vede più sotto, non viene ritirata.
Non esiste tolleranza
È la domanda che si fa più spesso, e la risposta è secca: non c’è nessun margine. Non un giorno, non una settimana, non «finché non ti fermano».
La ragione è nella struttura della norma. Ciò che viene sanzionato non è avere la revisione scaduta — quello, di per sé, non è vietato: un veicolo fermo in cortile con la revisione scaduta da tre anni non commette nessuna violazione. Ciò che viene sanzionato è circolare su strada pubblica con un veicolo che avrebbe dovuto essere revisionato. La revisione scade il giorno indicato, e dal giorno successivo il primo spostamento è già la violazione.
Con una sola eccezione, prevista dalla norma stessa.
Dove si può ancora circolare
Il veicolo con revisione scaduta può muoversi solo per raggiungere:
- il luogo di residenza,
- quello di abituale rimessaggio,
- il centro dove la revisione viene effettuata.
Fuori da questi tre casi ogni spostamento resta sanzionabile. In pratica: andare all’appuntamento in officina è consentito, portare il furgone al cantiere passando dall’officina non lo è. Conviene avere con sé la prova della prenotazione — non perché la legge lo imponga, ma perché è ciò che rende verificabile la ragione dello spostamento nel momento in cui qualcuno la chiede.
I punti della patente non si toccano
L’articolo 80 non rientra fra le violazioni che comportano decurtazione di punti. È una precisazione che vale la pena fare esplicitamente, perché la confusione è frequente: si paga la sanzione, il veicolo viene sospeso, ma la patente di chi guidava resta intatta.
Su una flotta questo ha una conseguenza pratica precisa: la revisione scaduta è un problema dell’azienda, non del dipendente che quel giorno si è trovato al volante. Non c’è un punteggio individuale che faccia da deterrente, e infatti nessuno controlla spontaneamente.
Il costo vero non è la multa
La sanzione accessoria pesa più dell’importo: sulla carta di circolazione viene annotato che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino a nuova revisione. Di norma il documento non viene ritirato — viene annotato, ed è una differenza che conta perché il veicolo resta formalmente intestato e assicurato mentre è inutilizzabile.
Se il veicolo circola nonostante la sospensione, si passa a un livello diverso: scatta il fermo amministrativo, e in caso di reiterazione la norma arriva alla confisca.
Su un mezzo aziendale questo significa che il furgone che serve domani mattina non può uscire, e che il lavoro previsto va spostato o subappaltato. È la ragione per cui la revisione scaduta è un problema di continuità operativa prima che di conformità: la multa la paghi una volta, il fermo lo paghi ogni giorno che passa.
E se succede un incidente
Domanda ricorrente, con una risposta in due tempi.
Il terzo danneggiato viene risarcito comunque. La revisione scaduta non ha causato il sinistro, e non gli si può opporre: chi ha subìto il danno senza colpa ha diritto al risarcimento a prescindere dallo stato amministrativo del veicolo che lo ha investito.
Il problema si sposta fra assicurato e compagnia. Molti contratti prevedono la rivalsa per mancata revisione: la compagnia paga il danneggiato, poi chiede all’assicurato la restituzione di quanto ha versato. Su un sinistro con danni alle persone non è una cifra simbolica.
Vale la pena leggere le condizioni della propria polizza su questo punto specifico — alcune contengono una clausola di rinuncia alla rivalsa, altre no, e la differenza si scopre nel momento peggiore. Se la flotta ha polizze diverse su veicoli diversi, vedi anche la guida su come tenere sotto controllo le scadenze assicurative.
Ogni quanto va fatta
Non tutti i veicoli seguono la stessa cadenza, ed è un errore frequente su una flotta mista.
| Veicolo | Periodicità |
|---|---|
| Autovetture e veicoli commerciali fino a 3,5 t | Entro 4 anni dalla prima immatricolazione, poi ogni 2 anni |
| Motoveicoli e ciclomotori | Stessa cadenza: 4 anni, poi ogni 2 |
| Autocarri e rimorchi oltre 3,5 t | Ogni anno |
| Veicoli con più di 9 posti | Ogni anno |
| Taxi, NCC, ambulanze | Ogni anno |
La riga che crea più problemi è la terza. Un’azienda che ha nove furgoni sotto le 3,5 tonnellate e un autocarro sopra tende ad applicare a tutti la regola dei due anni — e sull’unico mezzo diverso la revisione salta con regolarità.
Come si conta la prossima
Il punto che si sbaglia più spesso è il calcolo della scadenza successiva. La nuova scadenza si conta dalla data in cui la revisione è stata effettuata, non dalla data in cui sarebbe dovuta essere fatta. Chi la fa in ritardo sposta in avanti tutte le successive.
Esempio concreto: revisione in scadenza a marzo 2026, effettuata a maggio 2026 → la prossima è a maggio 2028, non a marzo 2028.
È l’opposto di come funzionano bollo e assicurazione, che ripartono dalla scadenza precedente e non dal giorno del pagamento: pagare il bollo in ritardo non sposta l’anniversario. Due regole opposte sullo stesso veicolo sono il motivo per cui il calcolo a mente sbaglia — la differenza è spiegata per esteso in come si calcola il bollo auto aziendale e nel quadro completo delle scadenze.
Come si evita, su una flotta
Con due o tre veicoli si può tenere a mente. Da quattro in su le date diventano più di quante una persona ne ricordi, e il foglio Excel non aiuta come sembra: contiene il dato ma non lo comunica — nessuno apre un file per farsi avvisare. (Come strutturarlo comunque, e dove smette di bastare.)
Le tre cose che funzionano:
- Una data sola per veicolo, in un posto solo. Non il gestionale per la contabilità, il file dell’officina e il promemoria sul telefono di chi guida.
- Un avviso che arriva senza aprire niente, con almeno un mese di margine — il tempo di prendere un appuntamento in officina senza fermare il mezzo.
- Il ricalcolo automatico dopo l’esecuzione, perché è il punto in cui l’errore manuale entra.
Nota
Importi e disposizioni di questa pagina sono verificati al 31 agosto 2026 sull’articolo 80 del Codice della Strada, nel testo pubblicato da ACI. Le sanzioni amministrative vengono aggiornate periodicamente: prima di prendere decisioni con effetti economici, verifica sulla fonte ufficiale. Questa guida non sostituisce una consulenza legale.
Domande frequenti
Quanto si paga con la revisione scaduta?
Da 173 a 694 euro (art. 80, comma 14 del Codice della Strada). Pagando entro cinque giorni si applica la riduzione del 30% e il minimo scende a circa 121 euro. Se la revisione è stata saltata più di una volta rispetto alle cadenze previste, l’importo raddoppia: da 346 a 1.388 euro.
C’è un periodo di tolleranza dopo la scadenza della revisione?
No. Non esiste alcun margine. La revisione scade il giorno indicato sul tagliando e dal giorno successivo, se il veicolo circola, la violazione è già commessa. La sanzione non colpisce la revisione scaduta in sé, ma la circolazione su strada pubblica con un veicolo che avrebbe dovuto essere revisionato.
Si può circolare per andare a fare la revisione?
Sì, ma solo per quello. La norma consente di raggiungere il luogo di residenza, quello di abituale rimessaggio o il centro dove la revisione viene effettuata. Qualunque altro spostamento resta una violazione, e conviene poter dimostrare l’appuntamento.
La revisione scaduta fa perdere punti dalla patente?
No. L’articolo 80 non è fra le violazioni che comportano decurtazione di punti. Si paga la sanzione e il veicolo viene sospeso dalla circolazione, ma la patente del conducente non viene toccata.
Cosa succede al veicolo quando viene accertata la violazione?
Sulla carta di circolazione viene annotata la sospensione dalla circolazione fino a nuova revisione. Di norma il documento non viene ritirato: viene annotato. Se il veicolo circola nonostante la sospensione, scatta il fermo amministrativo.
Se ho un incidente con la revisione scaduta, l’assicurazione paga?
Il terzo danneggiato viene risarcito comunque: la revisione scaduta non ha causato il sinistro e non gli si può opporre. Il punto è un altro — se il contratto prevede la rivalsa per mancata revisione, la compagnia paga il danneggiato e poi chiede all’assicurato la restituzione di quanto ha versato.
Da quando si conta la revisione successiva se l’ho fatta in ritardo?
Dalla data in cui la revisione è stata effettivamente eseguita, non dalla data in cui sarebbe dovuta essere fatta. Una revisione in scadenza a marzo ed eseguita a maggio sposta la successiva a maggio di due anni dopo, non a marzo.