Chi gestisce una flotta non ha un problema di memoria: ha un problema di regole diverse. Ogni scadenza si calcola in un modo suo, e due si calcolano in un modo controintuitivo. Ecco tutte quelle che contano, con la regola di ciascuna.
1. Revisione
Ogni 2 anni, la prima entro 4 anni dall’immatricolazione.
La nuova scadenza si conta dalla data in cui la revisione è stata effettuata. Farla in ritardo sposta in avanti anche tutte le successive.
Se salta: sanzione da 173 a 694 euro e sospensione dalla circolazione del veicolo, senza decurtazione di punti. Ne parliamo in dettaglio nella guida sulla revisione scaduta.
2. Assicurazione RC
Ogni 12 mesi, e qui sta il primo errore comune.
I dodici mesi si contano dalla scadenza precedente, non dalla data del pagamento. Se la polizza scadeva il 10 marzo e la rinnovi il 25 marzo, la prossima scadenza resta il 10 marzo dell’anno dopo: pagare in ritardo non sposta l’anniversario, sposta solo il periodo in cui sei stato scoperto.
Va ricordato che il vecchio periodo di tolleranza di quindici giorni dopo la scadenza non esiste più da anni: la copertura finisce quando finisce, e il giorno dopo il veicolo è scoperto.
Se salta: sanzione da 866 a 3.464 euro e sequestro del veicolo finalizzato alla confisca (art. 193 CdS). È la scadenza più costosa delle sei.
3. Bollo
Ogni 12 mesi, con la stessa regola dell’assicurazione — si conta dalla scadenza precedente — più una particolarità sul giorno.
Il bollo scade alla fine del mese. Sommando i mesi, il giorno si riduce all’ultimo del mese di arrivo: una scadenza al 31 marzo, spostata di un mese, diventa il 30 aprile, non il 31.
Se salta: sanzione del 30% dell’importo dovuto più gli interessi legali. Il ravvedimento operoso riduce la sanzione in proporzione al ritardo, se paghi prima che arrivi l’accertamento.
4. Tagliando
A chilometri o a tempo, quello che viene prima. L’intervallo lo definisce il costruttore: tipicamente 15.000–30.000 km oppure 12 mesi.
È l’unica scadenza delle sei che non genera una sanzione, e per questo è quella che si rimanda. Il costo arriva più tardi e più caro: la garanzia decade e il motore si consuma. Su un mezzo che fa 40.000 km l’anno la scadenza a chilometri arriva due volte prima di quella a tempo.
5. Gomme
Cambio stagionale obbligatorio nella finestra prevista dalle ordinanze (di norma dal 15 novembre al 15 aprile, con un mese di margine ai due estremi per il cambio effettivo). Più il limite tecnico: battistrada minimo 1,6 mm.
Qui c’è il secondo errore di calcolo, e non riguarda la data ma i chilometri. I chilometri vanno contati per treno di gomme, non per veicolo. Un mezzo che alterna estive e invernali due volte l’anno, se conti “i chilometri dall’ultimo cambio” sul veicolo, azzera il conteggio a ogni scambio: dopo tre anni non sai quanto ha percorso ciascun treno e cambi gomme ancora buone o tieni gomme finite.
6. Fine noleggio o leasing
Data fissa da contratto, ma con un preavviso che non è la data stessa.
La decisione — riscattare, restituire, rinnovare — va presa mesi prima, e la riconsegna ha condizioni di stato del veicolo che conviene verificare quando c’è ancora tempo per rimediare. Segnare solo la data di fine è segnare il momento in cui è troppo tardi.
7. I 60 giorni della comunicazione dati conducente
Non ricorrente, e per questo la più insidiosa delle sette.
Quando arriva una multa per un’infrazione che comporta decurtazione di punti e che non è stata contestata immediatamente — il caso normale con gli autovelox — l’azienda intestataria ha sessanta giorni dalla notifica per comunicare chi era alla guida. Lo prevede l’articolo 126-bis, comma 2 del Codice della Strada.
Non ha un anniversario, non si può programmare, e arriva sotto forma di multa invece che di scadenza: viene archiviata fra le multe, e il termine passa con lei. Se salta: sanzione autonoma da 291 a 1.166 euro, che si somma alla multa originaria e non è ribaltabile sul dipendente.
Le due guide dedicate: chi paga la multa presa con l’auto aziendale e come si risponde entro i 60 giorni.
In che ordine tenerle
Non tutte pesano uguale. Un ordine di priorità che funziona:
| Priorità | Scadenza | Perché prima |
|---|---|---|
| 1 | Assicurazione | Sequestro del veicolo |
| 2 | Revisione | Fermo del veicolo |
| 3 | Bollo | Sanzione e ruolo |
| 4 | Tagliando | Garanzia e usura |
| 5 | Gomme | Sicurezza e sanzione stagionale |
| 6 | Fine leasing | Decisione economica |
| — | Comunicazione dati conducente | Fuori scala: non ricorre, ma quando arriva ha la precedenza su tutto |
Le prime tre fermano il mezzo o costano denaro subito, e sono quelle che Fleetly include in ogni piano, anche in quello gratuito. Le altre tre costano più tardi, ed è per questo che si rimandano.
L’ultima riga è fuori scala di proposito: non essendo ricorrente non ha un posto in una classifica di ricorrenze, ma nel momento in cui parte ha un termine più breve di qualunque altra e nessun secondo avviso.
La regola pratica
Un mese di preavviso è il minimo utile: è il tempo per prendere un appuntamento in officina o dall’agenzia senza fermare il mezzo. Meno di così, e l’avviso arriva quando non puoi più organizzarti.
Nota
Importi e regole verificati al 31 agosto 2026. Le sanzioni e le finestre stagionali per le gomme vengono aggiornate periodicamente e possono variare per ordinanza locale: verifica sulla fonte ufficiale prima di decisioni con effetti economici. Questa guida non sostituisce una consulenza legale.
Domande frequenti
Quali sono le scadenze di un veicolo aziendale?
Sei ricorrenti — revisione, assicurazione RC, bollo, tagliando, cambio gomme e fine noleggio o leasing — più una che non lo è: i sessanta giorni per comunicare i dati del conducente, che partono ogni volta che viene notificata una multa con decurtazione di punti.
Quali scadenze si calcolano dalla data di pagamento e quali no?
Solo la revisione riparte dalla data in cui è stata eseguita. Assicurazione e bollo ripartono dalla scadenza precedente: pagare in ritardo non sposta l’anniversario. È la coppia di regole opposte che rende sbagliato il calcolo a memoria.
Qual è la scadenza più costosa da mancare?
L’assicurazione: da 866 a 3.464 euro con sequestro del veicolo finalizzato alla confisca (art. 193 del Codice della Strada). La revisione viene subito dopo, perché ferma il mezzo pur costando meno in sanzione.
Quanto preavviso serve su una scadenza di un veicolo?
Almeno trenta giorni. È il tempo minimo per prendere un appuntamento in officina o in agenzia senza dover fermare il mezzo: con meno margine l’avviso arriva quando non ci si può più organizzare, e allora tanto vale non averlo.